Chiesa Santa Maria D’Aurio

Uno tra gli esempi più interessanti di arte romanica salentina, la Chiesa dedicata alla Madonna d’Aurio, si manifesta agli occhi del visitatore in tutta la sua affascinante quanto misteriosa bellezza. Situato a circa tre km. da Lecce, in direzione NE ed a circa un km. dal Comune di Surbo, il monumento costituisce un emblematico esempio dell’arte fiorita dopo l’anno Mille. Sorto, infatti, nel sec. XII nelle immediate vicinanze del casale d’Aurìo, il tempio appare citato in alcuni diplomi di epoca normanna. All’atto delle persecuzioni iconoclaste, un gran numero di iconoduli scelsero il territorio salentino quale loro rifugio, dando vita a numerosi insediamenti sede di riti e cultura bizantina ed estendendo il loro interesse ad un vasto territorio.
Il toponimo deriverebbe dalla voce greca Layrìon, ovvero piccolo cenobio, una tesi avvalorata dalla presenza – nelle vicinanze – della coeva abbazia di S. Maria a Cerrate, un antico centro di rito bizantina di sicura e provata attestazione. Il rito greco, molto diffuso sino al Concilio di Trento, andò lentamente spegnendosi, sino a che la Chiesa fu acquisita al rito latino.
Il tempio è realizzato in pietra leccese, un materiale assai duttile e facile da lavorare, tratto quasi sicuramente dalle vicine cave, anche se alcuni particolari consentono di non escludere la possibilità di un riutilizzo di conci appartenenti ad un’altra costruzione preesistente.
Il portale, sormontato da una lunetta che un tempo conteneva sicuramente degli affreschi, è fiancheggiato da due leoni marmorei, del tutto privi delle colonne a cui facevano da basamento per la strutturazione di un piccolo protiro. Un secondo ingresso si apre sulla fiancata esposta a S, lato su cui si addossa un piccolo vano a pianta quadrangolare, edificato probabilmente nel 1690, avente la funzione di sagrestia o, vista la presenza di un camino, di vera e propria casa canonica.
All’interno, la chiesa si sviluppa su tre navate, con otto colonne monolitiche – quattro libere ed altrettante a pilastro, addossate al corpo di fabbrica – che sostengono degli archi acuti a sesto rialzato. |